La storia del Copimismo

Dalle origini del simbolo kopimi nel 2005 all'Uppsala del 2010, fino al riconoscimento come comunità religiosa in Svezia: la storia della Chiesa Missionaria del Copimismo.

Che cos’è il Copimismo

La Chiesa Missionaria del Copimismo (in svedese Det Missionerande Kopimistsamfundet) è una comunità religiosa svedese i cui fedeli — i copimisti — credono che copiare informazioni sia una virtù sacra. Il nome deriva dalle parole inglesi copy me (“copiami”) ed è anche un invito: copiami, condividimi, remixami.

Il Copimismo non è una religione con dèi o forze soprannaturali. Al centro della fede c’è l’informazione stessa, considerata sacra in quanto tale, e l’atto di copiarla e diffonderla, che diventa un vero e proprio sacramento. Secondo la Chiesa, «nella nostra fede la comunicazione è sacra»: spiare o intercettare le persone è considerato peccato.

Le radici: kopimi e Piratbyrån

Il concetto di kopimi nasce agli inizi degli anni 2000 nel forum dell’agenzia pirata svedese Piratbyrån, il collettivo artistico e hacker che diede vita — tra le altre cose — a The Pirate Bay. Il simbolo vero e proprio fu realizzato nel 2005 dall’artista Ibrahim Botani (noto anche come Ibi Kopimi Botani): una piramide contenente la lettera K, pensata per incoraggiare la copia, il mix e la manipolazione delle opere. Il simbolo si diffuse rapidamente nelle comunità di file sharing.

Nel febbraio 2009 il gruppo che gestiva The Pirate Bay pubblicò un manifesto intitolato POwr, Broccoli and Kopimi (in svedese mäkt, broccoli-kopimi), che si apre con una frase diventata celebre: «Secondo Kopimi tutte le verità si possono riassumere in una sola frase: Internet ha ragione». Il manifesto elencava «100 strade verso #g-d», tra cui Ottieni Internet, Attira l’attenzione internazionale per caso e Carica. Nel 2010, dopo la scomparsa di Ibrahim Botani, Piratbyrån si sciolse: il kopimi però continuò a vivere come movimento.

La fondazione: Uppsala, autunno 2010

Nell’autunno del 2010, a Uppsala (Svezia), lo studente di filosofia diciannovenne Isak Gerson e Gustav Nipe — entrambi attivi nel movimento pirata e, in particolare, nell’organizzazione giovanile Ung Pirat — fondarono la Chiesa Missionaria del Copimismo.

Gerson vide nel concetto di «copy me» qualcosa di profondo e teologico: la copia, sosteneva, è l’atto fondamentale dell’universo, dalla duplicazione del DNA e delle cellule fino alla riproduzione della vita e alla diffusione della cultura. Se l’informazione è sacra, allora diffonderla è un dovere religioso e limitarla — per esempio con il copyright — è una violazione di quella sacralità.

Il riconoscimento ufficiale in Svezia

In Svezia le comunità religiose possono chiedere di essere registrate presso il Kammarkollegiet (l’agenzia per i servizi legali, finanziari e amministrativi). La richiesta del Copimismo fu presentata nel 2011 e respinta due volte, prima di essere finalmente accolta:

  • aprile 2011 — la domanda fu respinta perché il gruppo non celebrava funzioni religiose;
  • luglio 2011 — dopo aver integrato il fascicolo spiegando che il kopyacting (lo scambio di file) andava considerato una funzione religiosa, la domanda fu nuovamente respinta;
  • dicembre 2011 — il Kammarkollegiet accolse infine la registrazione del Det Missionerande Kopimistsamfundet* come comunità religiosa.

La notizia fu annunciata pubblicamente il 5 gennaio 2012 e fece rapidamente il giro del mondo. La Chiesa contava allora circa 4.000 membri. I CTRL+C e CTRL+V, le scorciatoie da tastiera per «copia» e «incolla», divennero i simboli sacri più noti della religione.

Il primo matrimonio copimista

Il 28 aprile 2012, a Belgrado (Serbia), si celebrò il primo matrimonio copimista: una sposa di nazionalità rumena e uno sposo italiano. La cerimonia fu officiata da un op (il sacerdote copimista) che indossava una maschera di Guy Fawkes, mentre un computer leggeva ad alta voce i voti e alcune delle convinzioni centrali della fede. Isak Gerson partecipò come testimone.

La Chiesa dichiarò: «Oggi siamo molto felici. L’amore è soprattutto condividere. Una coppia sposata condivide tutto. Speriamo che copino e remixino alcune cellule di DNA per creare un nuovo essere umano. Questo è lo spirito del Copimismo». Il matrimonio è particolarmente significativo per il pubblico italiano, perché lo sposo era italiano.

Il Copimismo nel mondo

Dopo il riconoscimento svedese sono nate comunità e siti copimisti in diversi Paesi, tra cui Canada, Giappone, Israele e Stati Uniti (dove in Illinois il Copimismo si è registrato come organizzazione no-profit). In Italia, nei primi mesi del 2012, comparve il sito copimismo.it, oggi non più attivo, e la stampa nazionale — dal Corriere della Sera a Il Fatto Quotidiano, da La Stampa a Linkiesta — raccontò la «religione del file sharing».

Va ricordato che solo in Svezia il Copimismo ha ottenuto lo status formale di comunità religiosa registrata. In nessun altro Paese ha ottenuto un riconoscimento ufficiale e, in Svezia stessa, non ha mai avuto il diritto di celebrare matrimoni legalmente validi né accesso ai contributi statali per le confessioni religiose.

Il dibattito e le critiche

Il riconoscimento suscitò un acceso dibattito:

  • molti osservatori lo considerarono una provocazione politica o una semplice trovata pubblicitaria, più che una fede autentica;
  • il Svenska Dagbladet sostenne che l’intento fosse sfruttare la libertà religiosa per aggirare le leggi sul copyright, mostrando una scarsa comprensione della libertà religiosa;
  • il giornalista Siewert Öholm definì il Copimismo uno scherzo e accusò il Kammarkollegiet di aver «calpestato il fondamento stesso della libertà religiosa»;
  • la BBC osservò che il riconoscimento non rendeva lecito il file sharing illegale;
  • The New Yorker, in un articolo intitolato The First Church of Pirate Bay, descrisse la Chiesa come un movimento ispirato da una battaglia politica, simile per certi versi al movimento Rastafari.

A partire dal 2016, il Copimismo è stato anche oggetto di studi accademici: Per-Erik Nilsson e Victoria Enkvist lo hanno analizzato nel saggio Techniques of religion-making in Sweden: The case of the Missionary Church of Kopimism, mentre Aram Sinnreich ha parlato di «eucaristia digitale» in Sharing in spirit: Kopimism and the digital Eucharist.

Cronologia essenziale

AnnoAvvenimento
anni 2000Nasce il concetto di kopimi nel forum di Piratbyrån
2005Ibrahim Botani crea il simbolo kopimi (piramide con la K)
2009The Pirate Bay pubblica il manifesto POwr, Broccoli and Kopimi
2010Isak Gerson e Gustav Nipe fondano la Chiesa a Uppsala
aprile 2011Prima richiesta di registrazione respinta dal Kammarkollegiet
luglio 2011Seconda richiesta respinta
dicembre 2011Registrazione accolta come comunità religiosa
5 gennaio 2012Annuncio pubblico del riconoscimento
28 aprile 2012Primo matrimonio copimista a Belgrado (sposo italiano)
dal 2012Diffusione internazionale e prime comunità in altri Paesi

Fonti e approfondimenti