Kopimi: «copiami», ovvero l'invito a copiare

La storia del simbolo kopimi, dalla piramide con la K creata nel 2005 fino a Ctrl+C e Ctrl+V.

Kopimi si pronuncia come l’inglese copy me: «copiami». Non è una licenza di copyright, ma un invito: un messaggio con cui un autore o un’artista chiede che la propria opera venga copiata, condivisa, remixata e goduta da tutti.

Un po’ di storia

Il concetto di kopimi nacque agli inizi degli anni 2000 nel forum dell’agenzia pirata svedese Piratbyrån. Il simbolo — una piramide con la lettera K all’interno — fu creato nel 2005 dall’artista Ibrahim Botani (noto anche come Ibi Kopimi Botani), con lo scopo di incoraggiare la copia, il mix e la manipolazione delle opere.

Il simbolo fu rapidamente adottato dalle comunità di file sharing, perché esprimeva bene la loro idea di condivisione. Nel 2010, dopo la scomparsa di Botani, Piratbyrån si sciolse, ma il kopimi continuò a vivere come movimento culturale e, nel 2012, come religione.

Ctrl+C e Ctrl+V: i simboli sacri

Nel Copimismo la combinazione di tasti CTRL+C (copia) e CTRL+V (incolla) è una rappresentazione profondamente sacra dell’atto di copiare. Per questo è trattata come un simbolo religioso, al pari della piramide kopimi.

Anche alcune frasi sono considerate sacre:

  • «Copia e diffondi!»
  • «Siamo molti.»
  • «La moltiplicazione esponenziale crea quantità potenti.»

Usare il kopimi

Puoi usare il simbolo kopimi sulle tue opere, oppure crearne uno tuo. Il kopimi non è una licenza di copyright: chi vuole garantire a tutti il diritto di copiare e remixare un’opera dovrebbe rilasciarla anche sotto una licenza libera, come la Creative Commons CC0, e usare il badge kopimi per incoraggiare la condivisione.

Se vuoi approfondire, sul sito kopimi.com trovi la storia del simbolo e i badge da riusare liberamente.

Copia e diffondi!